Alla scelta delle tecnologie, dei materiali e delle modalità di realizzazione è necessario dedicare tempo ed attenzioni sia in caso di realizzazione di un nuovo tetto che di ricostruzione/ristrutturazione di una struttura esistente.
Tutte queste variabili incidono sui preventivi per il rifacimento del tetto e sulle prestazioni attese dalla copertura realizzata.
Le funzionalità dei tetti negli edifici
Il principale compito delle coperture degli edifici è proteggere la struttura dagli agenti atmosferici e dalle sollecitazioni esterne, garantendo comfort abitativo e sicurezza.
La scelta delle tecnologie e dei materiali di costruzione deve pertanto essere fatta in funzione di questi obiettivi affinché il tetto abbia caratteristiche adeguate in termini di impermeabilità, resistenza meccanica, capacità di isolamento ed estetica.
In quest’ottica ogni progettista dovrebbe prestare massima attenzione alla valutazione dei materiali, delle soluzioni e delle tecnologie e di conseguenza individuare quelle migliori.
Allo stesso tempo è inevitabile che, anche il tetto “migliore”, con il passare degli anni (e nonostante la manutenzione periodica) si usuri e che sia necessario intervenire con un intervento di riqualificazione della struttura.
Elementi e componenti della struttura del tetto
La realizzazione di un tetto nuovo inizia dalla progettazione della struttura portante che ha il compito di sorreggere la copertura e che presenterà caratteristiche differenti per tecnologia, materiali e geometria in base alle necessità.
Per quel che riguarda il dimensionamento è compito di chi si occupa della struttura definirlo in funzione di tutte le variabili che lo compongono, ad esempio: carichi, praticabilità e molto altro.
Accanto all’orditura principale troviamo quella secondaria che ha il compito di sorreggere gli strati di materiale isolante e impermeabilizzante: la posa di questi materiali dipende dalla soluzione tecnica individuata in fase progettuale.
Ad esempio, quando si realizza un tetto piano e si valuta l’ipotesi di una copertura verde è necessario considerare la realizzazione di uno strato drenante e l’uso di terriccio per ospitare la vegetazione.
Arriviamo all’elemento finale quello di finitura che riveste il tetto e che può essere realizzato con i seguenti materiali:
- coppi, quando si hanno coperture a falda;
Tra i componenti accessori che possono essere utilizzati troviamo il sistema di smaltimento delle acque meteoriche costruito con pluviali e grondaie.
Perché tetto piano e tetto a falde sono DIFFERENTI
Ti sarai sicuramente accorto che, nel paragrafo precedente, abbiamo parlato di tetti piani.
Questa soluzione viene solitamente proposta come alternativa al tetto a falde, vediamo le principali differenti.
Un tetto a falde è realizzato tramite piani inclinati con diversa pendenza, caratteristica questa che permette a questa tipologia di tetto di essere performante sia con climi piovosi che con quelli particolarmente nevosi.
In entrambi i casi infatti la pendenza permette a neve ed acqua di defluire.
Rientrano nella famiglia dei tetti a falda quelli a padiglione (sono presenti diverse falde che coprono l’edificio) e quelli a capanna (con due falde).
Il tetto piano viene realizzato per permettere all’edificio di avere un piano aggiuntivo, solitamente quello della terrazza. Non essendoci pendenze la tipologia piana è assolutamente da evitare negli ambienti caratterizzati da condizioni climatiche estreme.
Essendoci poca pendenza l’acqua non defluisce e nel caso di neve il tetto potrebbe cedere a causa del peso eccessivo.
Tetto ventilato si o tetto ventilato no?
La scelta di investire o meno in un tetto ventilato si presenta tanto nel caso della realizzazione ex novo delle coperture che in interventi di ristrutturazione.
Un tetto si definisce ventilato quando tra lo strato di finitura e la struttura sotto viene realizzata un’intercapedine che permette il passaggio dell’aria, caratteristica questa che offre notevoli benefici sia dal punto di vista energetico che di formazione dell’umidità.
Il ricircolo dell’aria è determinato dal gap di temperatura tra la parte interna della camera d’aria e l’ambiente esterno: a fronte dei vantaggi offerti l’investimento superiore rispetto ad un tetto tradizionale è più che giustificato.
Materiali e rifacimento tetto, ecco alcune soluzioni per la tua copertura
Trattandosi dello strato più esterno, responsabile delle protezione degli spazi interni, la scelta del materiale per la realizzazione della copertura rappresenta un altro punto cruciale del progetto.
Il materiale scelto deve permettere di:
- ridurre la dispersione termica
- migliorare l’isolamento
- resistere alle sollecitazioni esterne
- impedire agli agenti atmosferici e agli animali di entrare
La struttura del tetto viene solitamente realizzata in cemento armato oppure il legno, quest’ultimo particolarmente apprezzato in bioedilizia.
Il legno garantisce ottime prestazioni in termini di isolamento termico e proprietà antisismiche, mentre il cemento è molto resistente e adatto per la realizzazione di tetti dalle forme “particolari”.
Dal punto di vista dei costi, il legno è senza dubbio più costoso.
Per quanto riguarda il manto di copertura, i materiali tra cui scegliere sono:
- pietra
- laterizi
- materiali plastici
- materiali metallici
Coperture in metallo e pannelli di copertura
Mentre le coperture in metallo sono tipiche degli edifici industriali, i pannelli di copertura prefabbricati vengono utilizzati prevalentemente in ambito residenziale.
Tra le coperture in metallo più diffuse ci sono le soluzioni in alluminio, acciaio, zinco e rame; frequente è la scelta di verniciare i metalli oppure lasciarli nella loro versione naturale.
Appartengono a questa categoria le lamiere grecate e i pannelli coibentati.
I pannelli prefabbricati sono invece lastre o componenti di dimensioni minori, montati a secco in cantiere.



