L’utilizzo dell’Eternit nelle abitazioni in Italia negli anni ’60

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incentivi smaltimento amianto

L’Eternit, il cui marchio fu brevettato negli anni della prima rivoluzione industriale, esattamente nel 1901, da un austriaco, Ludwig Hatscheck, che riprese il termine latino “aerternitas” che indicava appunto l’eternità di questo materiale che mette insieme cemento, carta ed amianto, veramente resistente nel corso degli anni.

L’eternit è arrivato anche in Italia, con la creazione di uno stabilimento da parte di Adolfo Mazza, che lo realizzò a Casale Monferrato. La produzione dello stabilimento era rappresentata, oltre che dalle “onduline” elementi che servivano per la copertura dei tetti, anche da tubi che venivano utilizzati per realizzare le reti idriche e da guarnizioni, impiegate sulle tubazioni degli impianti industriali. Il basso costo di questa produzione determinò un immediato boom, anche per la sua ottima resistenza al calore.

Il danno causato alla salute dell’uomo

L’eternit però, quando viene sottoposto a degli stress, sia di tipo meccanico che termico, diventa friabile e nello stesso tempo rilascia nell’aria le sue minuscole fibre che possono causare gravi malattie sia se inalate che ingerite, anche dopo molti anni. Le patologie più comuni che colpiscono le persone che hanno ingerito o inalato queste fibre sono il tumore del polmone e di altre parti dell’apparato respiratorio come la laringe, il mesotelioma ed anche di parti del corpo come le ovaie per le donne e il colon.

La pericolosità dell’amianto per la salute degli uomini venne confermata nel corso degli anni ’60 e si iniziò a parlare di contromisure, arrivando poi, nel 1992, con la pubblicazione della legge 257, allo stop agli stabilimenti di produzione, che si trovavano in varie regioni italiane. Nello stesso tempo però, queste “fibre killer” hanno continuato ad uccidere le persone e rimangono ancora molti edifici e siti vari da bonificare, sia pubblici, comprese scuole ed ospedali, che privati.

Le bonifiche per cercare di arginare il problema

L’amianto è ancora presente in edifici, tettoie, pavimenti e serbatoi. Secondo quanto stabilito dalla legge i privati sono obbligati alla bonifica solamente se l’amianto che si trova nei loro edifici è del tipo friabile e non compatto. I lavori dello smaltimento dell’eternit e della sua rimozione, devono essere affidati soltanto ad imprese comprese in uno speciale Albo Nazionale, che effettuano smaltimento rifiuti di questa tipologia, es: smaltimentoamianto.latina.it. Nel sistema fiscale italiano sono anche previsti dei bonus per lo smaltimento dell’eternit.

Lo smaltimento amianto

Quando si deve smaltire l’amianto, il primo passo da eseguire è quello della sua rimozione che si effettua con una prima fase nella quale si impregnano le lastre in modo da evitare che si distacchino delle fibre, e successivamente le stesse lastre vengono sigillate all’interno di imballaggi e conferite agli impianti di smaltimento dove sarà eseguito in accordo alle norme di legge.